PostHeaderIcon Domenica 31 luglio 2011, ricca di attività per il Coro ….

In mare il "Signore degli abissi" - La Nuova Sardegna 02.08.2011

La Festa dei nonni 2011 - Porto torres - La Nuova Sardegna 02.08.2011

PostHeaderIcon Ricordati domenica scorsa quattro minatori morti nelle miniere d’oro a Pestarena di Macugnaga. Tre di loro erano sardi.

Si è celebrato il cinquantesimo anniversario dell’incidente accaduto il 13 febbraio del 1961, nelle miniere d’oro di Pestarena in Valle Anzasca, provincia del Verbano Cusio Ossola a quattro minatori che persero la vita in un’esplosione mentre preparavano nelle viscere del Monte Rosa le cariche che avrebbero consentito l’avvanzare dei cunicoli sotterranei. I minatori erano un Bergamasco, Giovanni Offredi nato a Taleggio (BG) il 31.12.1908 e tre sardi, Salvatore Puddu nato a Seui (NU) il 29.01.1940, Antonio Argiolas nato a Villanovatulo (CA) il 04.07.1937 e Vito Utzeri nato a Muravera (CA) il 13.12.1902.

Negli anni bellici della Seconda Guerra Mondiale, le miniere di Pestarena garantirono a molti uomini l’esonero della chiamata alle armi, in cambio del lavoro nelle viscere del Monte Rosa. Dopo la fine della Grande Guerra e prima del boom economico di quegli anni, il lavoro nelle miniere d’oro della Valle Anzasca attirava numerosi lavoratori da diverse regioni d’Italia. Sono lunghe le liste dei cavatori, Veneti, Siciliani, Piemontesi e Sardi. Tutti lasciavano terra natia e affetti, per cercare pane e lavoro, così anche molti minatori del Sulcis-Iglesiente, furono costretti ad emigrare perchè le miniere di carbone in Sardegna chiudevano.

Pestarena arrivò a contare molte centinaia di lavoratori, tanti si erano portati dietro anche la famiglia, altri se la sono fatta nel posto. Era un centro industriale di prim’ordine. Un paese dove oltre al pane si assaporava la polvere della miniera, altro flagello che ha quasi cancellato una generazione di uomini che non superavano i 40 anni per via della silicosi. Tutta gente umile e spesso povera. Onesti lavoratori arrivati lassu e catapultati nella pancia del Monte Rosa.

L’incidente del 13 febbraio 1961 fù il pretesto definitivo per l’Ammi, Azienda Statale che faceva capo al Ministero dell’Industria e al Ministero delle partecipazioni statali, per chiudere le miniere d’oro di Pestarena, decretando la disperazione di molte famiglie che di colpo si ritrovarono senza lavoro. Eppure, vecchi minatori e i carotaggi effettuati durante gli ultimi anni di apertura da parte di tecnici sudafricani, affermarono che l’oro c’è ancora ed è in quantità rilevante, ma è giù nelle profondità della terra dove il paese affonda le sue radici.

Cinquant’anni dopo l’incidente, per “non dimenticare Pestarena” l’Associazione “Figli della miniera” ha organizzato una giornata in memoria dei minatori deceduti nell’incidente al Ribasso Morghen di Campioli. Alle 14:30, il parroco don Maurizio Medali ha celebrato la Santa Messa animata dal “Coro de Tzaramonte“, poi dopo una breve preghiera nel “cimitero del ricordo“, nella piazza si è officiata la benedizione e lo scoprimento di una targa commemorativa, alla presenza di Giovanna Boldini, sindaco di Macugnaga, Livio Tabachi, sindaco di Ceppo Morelli e l’On. Valter Zanetta.

Al pomeriggio commemorativo hanno partecipato il Coro de Tzaramonte, eseguendo durante la funzione religiosa i canti tradizionali e successivamente nella piazza alcuni canti di repertorio tradizionale sardo, omaggio ai caduti in miniera voluto dal presidente del circolo sardo “Costantino Nivola” di Domodossola. Ha presenziato alla cerimonia anche la Banda Musicale di Ceppo Morelli.

Per dovere di cronaca voglio anche trascrivere la bella poesia scritta dal poeta Valerio B. Cantamessi eclusivamente per i “figli della miniera” per Pestarena e la sua gente:

Il canto della Madre Terra (Pestarena)

Madre,
quel triste tuo canto
sorvola gli immobili abeti
avvolge e ghermisce ogni cosa
rimbomba oltre i picchi del Rosa
quassù, tra i compagni quieti
sui visi trafitti dal pianto

scolora le lacrime asciutte
condanna la vita stroncata
trafigge la persa fortuna.
Appesi alle falci di luna
guardiamo la valle dorata,
noi vite che furon distrutte

noi visi anneriti, la schiena
piegata, contorra alla terrra
violata da mani spezzate
non pace, non voli di fate
coi picchi e le pale la guerra
facemmo alla tua Pestanera.

Ma Madre,
nel buio silente
se mai tu potrai perdonare
l’averti in profondo trafitta
se infine alla nostra sconfitta
vorrai con dolcezza ridare
l’orgoglio dell’umile gente

allora le note contorte
del canto che avvolge ogni cosa
saranno armonia della vita
chèmai noi ti abbiamo tradita
ma ancor tra le braccia del Rosa
cantiamo il tuo canto di morte.

Valerio B. Cantamessi

PostHeaderIcon Cantigos de coros 6° Edizione 18-12-2010



PostHeaderIcon Domodossola

PostHeaderIcon Cantigos de coros 2010 - Sesta edizione

Cantigos de coros - Sesta edizione

PostHeaderIcon Sardi del Verbano Cusio Ossola,unità di spirito e di identità

Coro a PremoselloWeekend di ospitalità, di incontro e di condivisione per i Sardi del Verbano Cusio Ossola gli scorsi Sabato 4 e Domenica 5 Dicembre 2010.

Due giorni di festa che, organizzati dalla locale associazione “Costantino Nivola” in collaborazione con il Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella, hanno avuto come luogo-base Domodossola ed il vicino abitato di Premosello Chiovenda.

Guest-star delle relative manifestazioni è stato, per il secondo anno consecutivo, il “Coro de Tzaramonte”, proveniente da Chiaramonti (Sassari), vero e proprio soggetto catalizzatore della comunità isolana che vive in questo estremo lembo d’Italia ai confini con la Svizzera. Una presenza che ha trovato la sua ragione d’essere nelle caratteristiche dei Sardi che  abitano la Valle dell’Ossola, molti dei quali in servizio tra le forze dell’ordine o pubblici dipendenti alla frontiera, nei posti di dogana.

La devozione per San Matteo, in particolare, patrono della Guardia di Finanza e, in provvidenziale analogia, del centro dell’Anglona, è diventata il trade-union per richiamare ancora  una volta la corale di Chiaramonti, diretta dal M°Salvatore Moraccini e formata da dodici “Apostoli della Confraternita di Santa Croce”, le cui voci hanno decorato i riti religiosi che si  sono celebrati nella due giorni in mezzo alle Alpi.

Ospitalità che, come si menzionava in principio, è stata anche occasione di incontro, come nel corso della giornata di sabato, presso la parrocchia di Sant’Antonio della Cappucina, a  Domodossola, ove il sig. Stefano Mura, dopo oltre cinquant’anni, ha avuto modo di incontrare sorella Anna Rita Manca, sua compagna di scuola d’infanzia a Ghilarza (Oristano) ed oggi  consacrata nell’Ordine Francescano, reciprocamente inconsapevoli di essere da diversi anni entrambi “comuni” e vicini abitanti nell’Ossolano.

La domenica, nella parrocchiale di Premosello Chiovenda, i canti della tradizione religiosa di Sardegna sono stati riproposti nelle loro antiche e suggestive melodie nel corso della  celebrazione eucaristica. Sintonie ed emozioni musicali capaci di suscitare il gradimento e la commozione dei presenti, alcuni dei quali colti da un evidente entusiasmo tale da far  esclamare i commenti tipici dei “semplici” di evangelica memoria, esemplari e schietti nel loro candore: «sono bellissimi questi canti in Sardo, una Lingua Italiana che, ahimé, non conosco!».

Un’unità di spirito e di identità, diverse ma italiane, proseguita alla fine di ciascun rito religioso, quando hanno avuto luogo i rinfreschi a libero ingresso, ove le voci sarde, i prodotti  dell’arte culinaria isolana e le donne in costume ossolano hanno costituito il complessivo emblema tangibile di queste giornate di reciproca condivisione.

Roberto Tuveri

Clicca qui per una breve fotogallery sul sito “Su Nuraghe - Circolo culturale sardo di Biella”.

PostHeaderIcon Domodossola: due giorni di Festa al «Costantino Nivola»

Sabato 4 e domenica 5 dicembre 2010, due giorni di festa a Domodossola, grazie all’Associazione dei Sardi del Verbano Cusio Ossola che fan capo al Circolo “Costantino Nivola”. La manifestazione, organizzata in collaborazione con il Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella, vedrà, per il secondo anno consecutivo, il “Coro de Tzaramonte”, di Chiaramonti (Sassari)fare da catalizzatore della comunità isolana che vive in questo estremo lembo d’Italia, ai confini con la Confederazione Svizzera.

Tra i Sardo-ossolani, infatti, molti sono pubblici dipendenti che prestano servizio nei posti di dogana, alla frontiera e tra le forze dell’ordine. La scelta di richiamare la corale proveniente dall’Anglona, è dovuta a San Matteo, Patrono sia di Chiaramonti che della Guardia di Finanza. La festa dei Sardi diviene così, la festa di quanti vivono lontano dalla loro terra di origine, riuniti sotto la protezione dell’Apostolo Matteo.

Il coro di Chiaramonti, è formato dagli “Apostoli della Confraterniata di santa Croce” che nella passata edizione ha decorato i riti religiosi ossolani che si sono celebrati nella chiesa  della Collegiata, intonando canti della tradizione religiosa di Sardegna, riproponendo antiche suggestive melodie.

Quest’anno, durante la due giorni di festa verranno celebrate due Sante Messe, una vespertina, sabato 4 dicembre, alle ore 17, presso la Parrocchia Sant’Antonio della Cappucina, a  Domodossola e un’altra il giorno successivo, domenica 5 dicembre, alle ore 10, presso la Chiesa parrocchiale di Premosello Chiovenda. Alla fine di ciascun rito religioso è previsto un rinfresco con prodotti sardi a cui possono tutti partecipare.

Giovanni Usai


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PostHeaderIcon Cantigos de sos Tres Res

Cantigos de sos Tres Res

L’Associazione Culturale Coro “Boghes e Ammentos” di Ittiri il 27 Dicembre organiza la VII° Rassegna denominata “Cantigos de sos tres Res”; la manifestazione iniziera alle ore 19:00 partendo o dal piazzale antistante la chiesa San Francesco oppure all’inizio della piazza del Comune (Santa Rughe ), proseguirà in Corso Vittorio Emanuele verso l’ incrocio con via Marconi si concludera l’itinerante con 3-4-5 fermate d ‘intrattenimento con canti e balli al termine in parata si procede per via XXV Luglio diretti verso Il Teatro Comunale dove verso le ore 21 si iniziera lo spettacolo conclusivo da parte degli ospiti presenti che ci faranno compagnia. Insieme a noi Del Coro Boghes e Ammentos di Ittiri, ci saranno gli amici Del Coro Ortobene di Nuoro diretto dal grande Alessandro Catte, gli amici del Coro Maurizio Carta di Oristano, i nostri amici e vicini di casa il Gruppo Folk San Giorgio di Usini, gli amici del Gruppo San Lussorio di Borore e i nostri amici del Coro de Tzaramonte di Chiaramonti diretti dal M° Salvatore Moraccini.

L’Associazione Culturale Coro “Boghes e Ammentos” con la Rassegna “Cantigos de sos Tres Res”; Manifestazione di canti e balli itineranti,intende far conoscere e rivivere quella che era una pratica diffusa nella nostra comunità, durante le festività natalizie. In quel periodo infatti, persone che appartenevano alle famiglie più povere, andavano di casa in casa chiedendo del cibo, vestiario o quanto potesse essere loro utile, dal momento che si trattava di persone poverissime che vivevano in condizioni di disagio. Questa particolare “questua” si svolgeva proprio durante le festività natalizie e più precisamente dal 25 Dicembre, giorno della Natività, al 6 Gennaio, momento d’incontro fra i Magi e Gesù. Come mai in questo periodo? Occorre a tal fine considerare una delle caratteristiche del popolo sardo: l’orgoglio che lo identifica. Ciò faceva sì che l’indigente, pur trovandosi in condizioni di disagio non osava chiedere l’elemosina, ”pedire”, perchè ciò sarebbe stato estremamente umiliante e disonorevole. Ma durante il periodo natalizio,  approfittando del fatto che le persone si mostrano più buone e disponibili, si iniziò pian piano a recarsi nelle case di più abbienti a raccogliere ciò che veniva donato, offrendo in cambio una benedizione, dei saluti un augurio senza il timore di venire considerati o definiti mendicanti, “pedidores”. Col passare del tempo una tale pratica, assume via via maggiori connotati di costume: all’aspetto che ne aveva dato il via, si vennero ad assimilare tutte quelle manifestazioni di gioia e festa che caratterizzano ancora oggi la Sardegna, e cioè i canti e balli improvvisati per le strade per accompagnare quasi il corso delle feste natalizie, e simbolicamente la cometa che richiama i Magi e ne guida la via sino all’incontro con Gesù. Attualmente si è perso l’uso di questa antica tradizione di cui è rimasto solo il tratto conclusivo come a Ittiri, e in alcuni centri del Logudoro, si usa infatti ricordare l’arrivo dei Magi nella notte tra il 5 e il 6 Gennaio (Epifania), con gruppi di cantori che si recano nelle case proponendo i canti tradizionali propri del periodo Natalizio che si sono conservati sino ai giorni nostri, al termine dei quali viene offerto a tutti da mangiare e da bere, in modo da salutare cosi tutti insieme le feste che se ne vanno.

PostHeaderIcon Rassegna di canti sardi “CANTINCORO 2009″.

Organizzatore::
Coro Di Ittiri
Tipo:
Rete:
Globale
Inizio:
sabato 19 dicembre 2009 alle ore 21.00
Fine:
domenica 20 dicembre 2009 alle ore 0.00
Luogo:
Ittiri parrochia San Pietro in Vincoli

Descrizione

Dal 1989 (prima con il nome “rassegna di canti tradizionali Mario Biddau”)la nostra rassengna è”il fiore all’occhiello” di gran parte delle attività svolte dall’associazione, dal 2003 la rassegna prende nome di “CANTINCORO” ed è sicuramente tra gli appuntamenti canoro-musicali più sentiti ed emozianti che si tengono ad Ittiri.
E’ una manifestazione apposta studiata,organizzata e realizzata dal coro,nella quale ogni corista garantisce un impegno materiale,una piena disponibilità di tempo e di idee sempre nuove per fare in modo che tutto vada per il meglio; ogni edizione va ad aggiungersi al cammino dell’associazione che nei suoi 33 anni di attività ne ha fatto tanto!!!!.
Nelle varie edizioni della sono stati nostri ospiti tutte le varie epressioni di canto polivocale sardo che vanno dal canto a tenore (con ospiti di eccellenza come Bitti,Dorgali,Bolotana,Lodè,Seneghe,Thiesi etc…),ai “cuncordos”(Santu Lussurgiu,Cuglieri,Bonnannaro,Castelsardo etc…), alla modalità gallurese detta “tasja” (Tempio,Aggius,Aglientu etc…) ed infine alle migliori associazioni di canto corale di “scuola nuorese” (dove sono stati presenti tutti i cori nati a Nuoro e le altre valide associazioni che si avicendano in questo tipo si canto).

PARTECIPANO ALLA RASSEGNA 2009:

CORO DI ITTIRI
CORO DI URI
CORO”AMICI DEL CANTO SARDO”-SASSARI
CORO DI CHIARAMONTI
SU CUNCORDU DE OROSEI.